Bibliografia - a cura di Stevu d'la Carirola

 

Una «bibliografia» è una raccolta dei titoli e delle descrizioni, generalmente ordinata in forma alfabetica, delle opere fino al momento apparse relativamente ad un certo argomento.
Nel nostro si tratta di bibliografie che riportano i libri apparsi nei secoli e di natura cinegetica, frequentemente associata ad argomenti di pesca e natura.
Nel caso che i dati del libro (anno di prima edizione, Editore,  numero delle pagine e dei fogli non numerati, numero delle illustrazioni in e fuori testo) debbano essere citati, si usa nominare il numero della pagina (le opere non sono numerate nell’elenco delle bibliografie) in cui appaiono.
Per esempio, per citare il libro «Il pointer e i suoi predecessori» di W. Arkwrigt, descritto nella bibliografia italiana del Ceresoli, si dovrà scrivere «cfr. Ceresoli 56» dove 56 è il numero della pagina.
Ogni testo bibliografico considera come prima edizione, in gergo «edizione originale», la prima apparsa nel lingua del Paese dell’Autore della bibliografia medesima: così, per proseguire nell’esempio de «Il pointer e i suoi predecessori», il Ceresoli considera come prima edizione quella italiana del 1934 a cura delle Edizioni Diana  mentre il libro era uscito a Londra nel 1902 presso l’Editore Humphrey.
Le vere bibliografie, intendo quelle di opere venatorie e cinotecniche, sono generalmente apparse verso la fine dell’ottocento, cioè allorquando si sentì la necessità, da parte di studiosi e bibliofili, di un simile strumento.
Sono anche censite come «bibliografie» opere di carattere cinotecnico venatorio che riportino in appendice o come singolo capitolo elenchi di opere di quel tipo.

Di seguito cito le più comuni abbreviazioni che si possono trovare su una bibliografia:

  •   p. seguito da numeri arabi = numero delle pagine numerate;
  • p. seguito da numerazione romana = numero delle pagine, in fine e in fondo, non numerate;
  • fr = frontespizio, la pagina che sostanzialmente segue la copertina e che solitamente ne ripete graficamente l’immagine;
  • br = copertina in cartoncino leggero;
  • r. ed. = copertina pesante (rilegatura) fin dall’origine;
  • sov. = sovraccoperta, generalmente illustrata, in carta pesante e sovente lucida;
  • ill. f. t. = illustrazione fuori testo, cioè che occupa da sola un intero foglio (che può recare, o meno, la numerazione;
  • ill. i. t. = illustrazione in testo, ovvero inserita tra le righe stampate di pagina numerata;
  • in folio, in 4°, in 8°, in 12°, in folio = la dimensione del libro, quanto più piccolo è
    il numero tanto più grande è il volume;
  • E. O. :  edizione originale, prima edizione o, meglio, prima tiratura della prima Edizione.
  • tir. = tiratura, a volte viene affermata, in edizioni di pregio, con una apposita dichiarazione che esprime il numero di quel volume ed il numero totale di quelli tirati. 

Come detto le bibliografie italiane su argomento cinegetico sono poche: è cosa triste a dirsi ma – escludendo quella, bellissima, del Ceresoli - è proprio così.
D’altra parte nel nostro Paese tutta la tradizione venatoria è abbastanza recente: non abbiamo avuto secoli di «vénérie» (salvo qualche sporadico esempio), le grandi razze di cani da ferma e da seguita  hanno origini non italiche e, si può dire, tutto da noi è cominciato un po’ più tardi.
E’ sufficiente constatare come la moderna cinofilia italiana si sia sviluppata alla fine del 1800 con il basilare aiuto di Ferdinand Delor de Ferrobouc, francese, che venne ad abitare nel milanese e promosse una moltitudine di iniziative: allevò grandi soggetti, promosse la fondazione del nostro Kennel Club, scrisse libri fondamentali e fondò e collaborò a molte riviste.
Simile è il caso di Arturo Renault, fondatore della rivista «Diana» nel 1906 e autore di pregevoli opere letterarie: anche lui era francese e collaborava alla mitica «la chasse illustre», il miglior periodico venatorio di quel Paese.
Mancavano le radici e anche un po’ quelle cose che Jean Thiebaud, estensore della migliore bibliografia di opere francesi e non solo, diceva nella sua introduzione.
Traduco liberamente la frase che mi ha colpito: «i libri sulla caccia sono forse tra le opere più da amatori e che hanno prodotto il maggior numero di collezionisti appassionati. Le ragioni sono molto semplici da capire: la principale è che la passione per la caccia, che è forte e viva, viene ad aggiungersi a quella dell’amore per i libri, che non le è di meno».
Proprio…come da noi!

Bibliografie italiane
-   LASTRI Marcantonio Stamperia Mouke, Firenze, 1787, in 8° vi sono elencati 5° Autori per un totale di 150   opere.Non è una bibliografia specifica trattandosi di opera che coinvolge anche Argomenti di agricoltura, economia,  meteorologia e pesca. Il Lastri era membro della Reale Accademia delle Scienze di Napoli e di
quella fiorentina –ancor oggi esistente- dei Georgofili.
-   GORI Pietro Edizioni Seeber Firenze 1901 in 16°
Qualche pagina del raro volume «caccia, falconeria…» è dedicata alla letteratura cinegetica,
dall’antichità a quei giorni, di Italia, Francia, Germania ma anche ad Autori latini e greci. (vedi foto)
-   RENAULT Arturo & SASSI Luigi «i libri dei cacciatori» Tip. Giovannelli e Carpitelli 1923, in 8°
Sono elencati – da Senofonte all’anno di edizione dell’Opera- 162 Autori di 296 testi.
Preziose sono le notizie circa le date di edizione e di stampa, soprattutto di libri molto antichi e  difficili da trovare anche nell biblioteche più importanti.
-   UGOLINI Luigi «cani caccia e fucilki175 Ed. Olimpia 1941 in 16°
Sono qui registrate 271 opere (dal 1800 all’anno di edizione dell’opera) italiane a carattere venatorio. (vedi foto).
n. b. quet’opera fu, per la sua parte bibliografica, migliorata in un'altra opera del medesimo Autore: il «il dizionario del cacciatore italiano», Bietti. Sono qui catalogate 648 opere di 470 autori italiani
-   CERONI GIACOMETTI Franco (diretta da) «Enciclopedia della Caccia Ed. E. D. C. 1946 in 4°
La voce «bibliografie», esaurientemente svolta, riporta tutta una serie di Autori, italiani e stranieri   e fu utile come stimolo alla ricerca dei bibliofili del nostro Paese.
-   CERESOLI Adriano «bibliografia delle opere italiane, latine e greche su la caccia…» Bologna 1969,  600 (credo) esemplari di cui 180 su carta Raffaello. Esiste una seconda edizione (oggi esaurita) edita da Forni di Bologna nel 2002, sostanzialmente invariata ma con diversa veste tipografica.
Finalmente una vera bibliografia delle opere cinegetiche (e non solo, poiché l’opera riporta anche testi di pesca, mammologia, ornitologia, ittiologia ed erpetologia). Le pagine sono 569 più quelle non numerate, ed esiste anche un capitolo separato per riviste e giornali.
La carta usata è di bella qualità e la stampa molto nitida (cosa che è utile …per non accecarsi nelle ricerche!): il tono complessivi dell’opera –il cui valore si avvicina certo ai lavori del Thiebaud, Mouchon e Kaps- è assai elevato, di grande qualità. Manca, e non è una pignoleria, un indice per Autori e per argomento che faciliterebbe la ricerca.
Si tratta dell’opera più completa mai scritta in proposito, credo difficile da superare. Si sentirebbe solo la  necessità che qualcuno la completasse –come Alain Kaps e, prima, Pierre  Mouchon  hanno fatto in Francia per il Thiebaud- per il periodo non compreso nel Ceresoli, diciamo dal 1960 al 2000. 
Bibliografie francesi

Come detto in altra parte, il bisogno da parte dei bibliofili appassionati di caccia –nelle sue diverse espressioni- cani, falconeria ecc. si fece dapprima sentire in Francia, verso la metà del 1800.
Il materiale francese era a quel tempo già numerosissimo e la qualità dei libri pubblicati nei secoli precedenti non poteva non attirare l’interesse intellettuale di molti.
Tralasciando molti altri contributi di catalogazioni di libri a carattere venatorio, mi limiterò a citare
i più importanti per noi, cioè quelli ancora oggi di utile conservazione, il Souhart e i tre volumi del Thiébaud, Mouchon e Kaps: il primo copre il periodo fino al 1934, il secondo –stampato con molta modestia come «supplemento» del precedente- copre il periodo 1934- 1953 ed il terzo va dal 1954 al 1998.
Conosco personalmente Alain Kaps, estensore dell’ultima bibliografia francese sulle opere di caccia: è persona squisita, anche appassionata di fermodellismo, è più volte, con grande pazienza, mi ha aiutato a risolvere dei dubbi a proposito di opere francesi.


Robert Souhart, Bibliographie général des ouvrages sur la chasse, la vénerie et la fauconnerie, pubbliés ou composés depuis le xv siècle jusq’à ce jour….»
Ed. Rouquelle, 1866, in 8° , 375 pagine.
Tiratura in 550 esemplari di cui 50 su carta «hollande» e 500 su carta «vélin».
Senza illustrazioni ma con capilettera e testatine.
Una seconda edizione, meglio una ristampa, è uscita nel 1994 per i tipi dell’Editore
Lucas e Vermorel e, prima ancora, in reprint del 1968 per Leipzig.
Oggi si trovano con facilità su internet dei «reprint on demande»
Una curiosità è l’unica bibliografia che riporti il valore dei volumi descritti.
Prima bibliografia francese pensata in termini moderni, composta da 750 colonne concernenti Autori non solo francesi ma anche latini, tedeschi, spagnoli, inglesi, italiani ed altri.
Thiébaud la considera un po’ frettolosa, con definizioni a volte troppo brevi, ma d’altra parte è proprio l’Autore che, nella prefazione dice, all’incirca, di non avere come fine quello di una vera bibliografia ma solo di proporre un «memento».
Occorre considerare che, in quel momento storico, l’esigenza, per gli studiosi di ogni genere, di poter utilizzare simili catalogazioni era sempre più pressante e Souhart penso di pubblicata senza «perdere altri quattro o cinque anni per perfezionarla.
Fece ciò dichiarando sostanzialmente di pubblicare la sua opera «al fine di poterla consultare e di averla tra le mani per completarla incessantemente alla gloria di Sant’Uberto nostro divino Patrono».
Resta la vera, prima, importante bibliografia di opere, tra l’altro non solo francesi, sul tema della caccia.
Jean Thiébaud, Bibliographie des ouvrages sur la chasse», Ed. Nourry, 1934, in 8°
Tiratura in 1050 esemplari tutti numerate di cui 50 (n. da 1 a 50) in carta di lusso. E. O.
2° Ediz. Tirata in 1000 esemplari tirata dall’Editore «Editions du Vexin» nel 1974.
E’ la bibliografia francese di riferimento, illustrata da quaranta riproduzioni, tutte tratte dalle opere
più antiche.
E’ dedicata all’Editore Emile Nourry come testimonianza di affetto e riconoscenza.
Quest’opera monumentale poi servita come modello, anche grafico, alle altre due così come il gusto generale e, per esempio, l’impaginazione su due colonne, ispirò anche il nostro Adriano Ceresoli.
Pierre Mouchon, «supplement à la bibliographie des ouvrages francais sur la chasse de J Thiébaud» Ed. Thiébaud, 1953, in 8°. La tiratura è di 855 esemplari (5 marcati A,B,C,D,E su carta «Madagascar», 5p su carta «Annam» e 800 su carta «Alfa satiné».
L’Editore è il medesimo Thiébaud estensore dell’opera di cui abbiamo parlato (che aveva rilevato la celebre casa editrice Nourry) e non aiutò più di tanto - anzi pare che si disinteressò proprio alla cosa- Mouchon che in fondo, come anche ben si capisce dal titolo, intendeva solo completare la sua opera.Il riconoscimento a Mouchon venne soprattutto dal mercato: oggi il suo libro vale addirittura qualcosa di più del prezzo (circa 450 euro) al quale si può trovare l’opera del Maestro!
L’impostazione dell’opera di Mouchon è forse più completa della precedente del Thiébaud: comprende infatti una serie di indici per argomento (tavola sinottica di classificazione metodica) ed un indice analitico per titolo.
Non mi risultano ristampe di questo volume.
Alain Kaps, «bibliographie sommaire des ouvrages en langue francaise concernant la chasse», editato a cura dell’Autore, 1998, in 100 esemplari.
Degnissimo complemento temporale alle opere precedenti, con indici di classificazione riferibili all’opera del Mouchon.
L’edizione è particolarmente curata, con stampa di qualità su carta del medesimo tenore.
Non reca illustrazioni se non quella della copertina.
Copre un periodo, quello che va dl 1953 al 1998, particolarmente interessante di libri con grande tasso di attualità.
I testi

"ecco l'immagine del bel libro di Pietro Gori: al suo interno alcune pagine sono riservate alla citazione di importanti testi cinegetici"

"ecco il libro du Luigi Ugolini che descrive un bel numero di testi venatori: piccola ma utile bibliografia"

"ecco l'opera di Adriano Ceresoli, di gran lunga la migliore delle bibilografie italiane: questa è la seconda edizione, tirata nel 2002 -a distanza di tretatre anni dalla prima- dall'Editore Forni di Bologna. E' di assoluto riferimento per i cultori del libro di ambito cinegetico”

il " supplément" all'opera di Jean Thièbaud redatto da Pierre Mouchon (autore anche di trattati sugli uccelli d'acqua e sulle armi cal. 22): una sola edizione nel 1953, testo oggi raro"

 

"il mitico Thiébaud nella sua seconda edizione: opera fondamentale per la ricerca degli autori di soggetto venatorio"